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Il Sacro Bosco di Bomarzo
                           
Il Sacro Bosco di Bomarzo è il più antico parco di sculture del mondo Moderno, costruito tra il 1550 e il 1581 dal principe Vicino Orsini. Animato da un desiderio di trasformare la solitudine della vita rurale egli comincia a plasmare gli enormi massi di peperino, la roccia vulcanica locale, disseminati nel il territorio sottostante al suo palazzo. Vicino è uno tra i primi a ricevere l’edizione originale de Il Theatro della Memoria di Giulio Camillo, suo conoscente, e così avvia un'opera di sublime spazializzazione del Theatro. Il principe dà forma ad un iter iniziatico ed enigmatico, un labirinto simbolico cosparso di oggetti scenici, props teatrali, che riproducono fedelmente una selezione delle immagini di Giulio Camillo confondendo lo spettatore comune e ammaliando gli iniziati ermetici. Alla fine del Cinquecento, in concomitanza con la Controriforma e l’inizio dell’Inquisizione, le dottrine ermetiche di derivazione pagana e neoplatonica non trovano più spazio in Europa. Con il rogo di Giordano Bruno si conclude l'era dei culti e delle tradizioni mistiche, spesso lontane se non divergenti dal credo ecclesiastico e così il Sacro Bosco viene abbandonato, diventando un terreno “sassoso”, non adatto alla coltura. Sarà solo tre secoli dopo che questo verrà ri-conosciuto per il suo valore unico, attirando studiosi, artisti e intellettuali da tutto il mondo. Data la sua natura esoterica e volutamente misteriosa, e la reticenza del suo creatore nello svelare il motivo e disegno del suo progetto, il Sacro Bosco è stato soggetto a una miriade di svariate interpretazioni. A seguito di quindici anni di studi del Sacro Bosco di Bomarzo, il Professor Antonio Rocca, ha fatto breccia nel velo di Maya che celava l’originario intento di Vicino Orsini nel realizzare il Sacro Bosco di Bomarzo, rinvenendo la radice geriminale proprio nel “Theatro della Memoria” di Giulio Camillo. Il percorso attraverso il Sacro Bosco di Bomarzo è quello intrapreso dall’ iniziato ed è strutturato in quattro livelli: la Mappa, il Mondo, la Terra, l’Occhio. Proprio come un iter dantesco, al cammino si accede attraverso una selva oscura, per poi risalire e concludere il percorso nel punto più alto, più aperto e più luminoso del parco. Al suo termine, al culmine della piramide mistica, l'iniziato si rende conto di essere lui stesso Dio.  






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